Ultimamente si sente spesso parlare dell’agenda 2030 e dei suoi obiettivi, ma di cosa si tratta?

Sebbene il nome, l’agenda 2030 è una lista di obiettivi da raggiungere entro il 2030, un programma d’azione che i 195 Paesi dell’ONU hanno stipulato dal 25 al 27 Settembre del 2015.

L’agenda 2030 è uno di quei progetti impossibili da ignorare che propone soluzioni per soddisfare i bisogni della società preservando il pianeta. 

L’idea nasce dalla necessità garantire al pianeta un benessere generalizzato che tocca tutti i Paesi e le comunità, dal bisogno di ripristinare il rispetto verso il prossimo e verso l’ambiente. Il fine è poter continuare a soddisfare i propri bisogni prestando attenzione al modo in cui lo si fa, tant’è che l’obiettivo finale è proprio soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.

Questa lista incorpora 17 macro obiettivi (Suistainable Development Goals, SDGs) che si sottosviluppano in altri micro obiettivi, per un totale 169 target.

Si tratta di obiettivi molto importanti per il pianeta che gli aderenti ONU hanno iniziato a raggiungere all’inizio del 2016, ma che affondano le radici nelle conferenze tenutesi tra il 1992 e il 2012. Ad oggi, l’agenda 2030 è l’emblema dello sviluppo sostenibile, il punto di riferimento globale per contribuire a un mondo migliore.

I 17 obiettivi dell’Agenda 2030

I buoni propositi riguardano il pianeta a 360°: dai cambiamenti climatici alla fame nel mondo, dalla parità di genere alla povertà. Affronta passo passo tutti i problemi ambientali, sociali ed economici che affliggono tutti i Paesi, a prescindere dal PIL e dalla qualità della vita che possiedono.

I SDGs sono la priorità, rappresentano i principi fondamentali per la pace, la collaborazione e la prosperità del pianeta, principi necessari per garantire il benessere globale.

L’impegno coinvolge tutti gli aderenti all’ONU, un impegno che sprona a trovare soluzioni che possano risolvere le grandi problematiche mondiali.

L’ONU, per portare a compimento i 169 target, crede che sia fondamentale mettere in sincronia tre aspetti, che abbiamo accennato poco fa: la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente. Sulla base di questi tre grandi settori si identificano 5 pilastri, anche chiamate 5P.

Cosa sono le 5P dell’agenda 2030 e perché sono importanti?

Le 5P sono le 5 grandi sfere su cui bisogna contare per raggiungere l’obiettivo finale:

  • Persone
  • Prosperità
  • Pace
  • Partnership
  • Pianeta

Questi elementi sono necessari poiché rappresentano le 5 macro aree su cui bisogna intervenire. 

Le persone rappresentano tutti gli obiettivi legati allo stile di vita e alla qualità della vita degli abitanti, tutto ciò che risulta necessario per vivere dignitosamente.

La prosperità indica invece il benessere economico, quindi il lavoro e la crescita economica; la possibilità di vivere in piena armonia e prosperità.

La pace è la promozione di società pacifiche, l’idea di raggiungere la società giusta e inclusiva che garantisce serenità e condivisione.

Strettamente legato alla pace c’è la partnership, la capacità di creare gruppi e alleanze costruttive, solidali tra loro.

E infine il pianeta, la protezione delle risorse vitali, naturali e ambientali, la salvaguardia del pianeta in toto, l’ambizione di proteggerlo dallo sfruttamento intensivo per donarlo come ci è stato lasciato, o magari migliorarlo per le generazioni future.

TENA: le azioni concrete per migliorare l’impatto  ambientale

Così come l’ONU ha stipulato questi 17 obiettivi, anche TENA ha scelto di agire.
TENA ha un obiettivo molto chiaro: dimezzare la sua impronta ecologica entro il 2030 attraverso l’energia rinnovabile. Di fatto, ha scelto di utilizzare il 100% di elettricità rinnovabile nei suoi stabilimenti europei, passo che permetterà di ridurre la sua impronta digitale del 6% annuo.

Un dato che può sembrare piccolo, ma che invece dimostra responsabilità e impegno nel rispettare il pianeta e delle generazioni che lo abiteranno dopo di noi.

TENA da oltre 50 anni è uno dei leader mondiali nel settore della gestione dell’incontinenza e fornisce prodotti e servizi in 90 Paesi diversi.

Chiaramente, l’impatto ambientale per i suoi prodotti esiste ed è proprio per questo che ha deciso di agire per limitare i danni, ed è qui che è nata la carbon footprint.

SI tratta dell’impronta di un piede, un passo che genera un solco nel terreno, esattamente come accade con la CO2. La carbon footprint rappresenta la misurazione pratica dell’impatto totale che una persona, un prodotto, un’organizzazione esercita sul pianeta.

Quando TENA ha scelto di impegnarsi per ridurre la sua impronta ecologica, era consapevole di dover prendere in considerazione tutti i processi produttivi, dall’estrazione delle materie prime alla realizzazione del prodotti, per finire al consumatore che dopo averlo utilizzato lo getta. (maggiori info su https://www.tena.it/sostenibilita/impatto-ambientale )

In questo articolo prenderemo due dei 17 obiettivi proposti dall’Agenda 2030 per comprendere a fondo come la scelta di un singolo o un ente può fare la differenza a livello globale.

Obiettivo 12: Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili

Le risorse che fino ad oggi sono fornite e consumate, spesso sono superiori a quelle che il pianeta riesce a produrre naturalmente. Lo scopo di questo obiettivo è infatti garantire dei modelli di produzione e di consumo sostenibili.

Ciò significa che ogni passaggio che avviene tra il produttore e il consumatore deve limitare il più possibile i danni ambientali. Uno degli obiettivi di questo punto dell’Agenda 2030 è proprio quello di motivare le aziende a una gestione aziendale sostenibile. 

Per questo TENA ha scelto di ridurre la sua impronta ambientale, di dimezzare entro il 2030 l’impatto ambientale causato dalla CO2 prodotta durante le fasi di lavorazione e consegna del prodotto.

Questo assicura un modello di produzione e di consumo sostenibile, ma soprattutto limita il peggioramento del cambiamento climatico, il che si aggancia all’obiettivo n.13.

Obiettivo 13: Adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze

I cambiamenti climatici sono ciò che più spaventa gli scienziati e i ricercatori, dunque è un punto cardine per lo sviluppo sostenibile.

Il surriscaldamento globale è una sfida non indifferente per cui l’ONU ha deciso di intervenire ponendosi come obiettivo quello di stimolare gli aderenti a integrare misure per proteggere e preservare l’ecosistema.

Una delle cause che provocano il surriscaldamento globale sono proprio le emissioni di co2; la combustione di questo gas è il responsabile dell’effetto serra, fenomeno che appunto causa un riscaldamento globalizzato per cui molti ecosistemi si stanno disintegrando.

Ecco che TENA ha scelto di utilizzare l’energia rinnovabile per diminuire l’impatto ambientale che lei e i suoi consumatori provocano. Il goal finale è dimezzare le emissioni di co2 della metà per ogni cliente andando ad alleggerire sempre di più, un passo alla volta, la propria carbon footprint.