Economia circolare

L’economia circolare: un modello di business nel business, un sistema nuovo e rivoluzionario che potrebbe cambiare la nostra vita e allungare quella del pianeta.
Si sa, la Terra è a rischio: molte specie si stanno estinguendo, l’aria diventa sempre più inquinata, i mari si riempiono di plastica creando isole di rifiuti galleggianti; l’uomo ha rovinato casa sua e questo sta creando non pochi problemi.
Fortunatamente, c’è chi sta pensando a un modo per migliorare le cose, c’è chi si sta dedicando a trovare soluzioni valide e chi, con gioia, si sta muovendo per metterle in atto.
Ma di cosa si tratta effettivamente? Vediamolo insieme.

La natura: un equilibrio perfetto

La natura è perfetta e non è una frase fatta, ma un dato di fatto.
I sistemi viventi esistono sulla Terra da centinaia di milioni di anni e continueranno a esistere per molti altri ancora.
In natura non esistono discariche, ma esistono molti rifiuti; rifiuti naturali, compostabili, che fruiscono e diventano qualcosa di nuovo per qualche altro essere vivente.
Le sostanze prodotte da una specie diventano il nutrimento per un’altra specie: i fiori, gli animali, le piante nascono, crescono e muoiono. Il sole da’ loro la vita e qualcos’altro gliela toglie, mettendo in atto un sistema circolare per cui le sostanze prodotte, anche se in forma diversa, vengono restituite alla Terra in modo efficace e sicuro.
La natura ha un equilibrio perfetto poiché produce tutto ciò che le è necessario senza creare danni, preservando questo sottile e fondamentale stato di armonia e bilanciamento che la contraddistingue da sempre.

L’uomo e il suo stile di vita

L’uomo, invece, ha adottato un altro tipo di approccio, più semplice e comodo probabilmente, ma allo stesso stesso dannoso e pericoloso: l’usa e getta.
La lavastoviglie si rompe? Ne compriamo un’altra! Il computer è diventato più lento? Lo cambiamo con uno nuovo!
Due esempi di economia lineare che ogni volta che vengono messi in atto, che sia con elettrodomestici, apparecchi tecnologici, bottiglie di plastica o vecchi vestiti, intaccano l’ecosistema dando vita a nuovi rifiuti inquinanti, che richiedono ulteriori risorse per essere smaltiti.
Il problema di questo tipo di economia? La sostenibilità: quanto durerà ancora il pianeta con questo sistema? 

Cos’è l’economia circolare

Vista la necessità, è nata l’economia circolare, un modello virtuoso che sfrutta il modello ciclico della natura.
L’economia circolare nasce infatti dal bisogno di capire come alleggerire il pianeta tant’è che questo tipo di economia è ciò che serve al pianeta per vivere meglio e più a lungo.
In questo momento il problema più grande da un punto di vista green è la quantità di rifiuti che vengono prodotti, più di 4 milioni di tonnellate ogni giorno.
Ma se questi rifiuti creassero capitale? Questo è possibile attraverso la riprogettazione dei prodotti.

Un nuovo modo di pensare

L’UE ha presentato a Marzo 2020 una nuova strategia, un piano d’azione diverso che ha l’obiettivo di raggiungere un’economia a zero emissioni di CO2, più sostenibile e circolare. Un progetto che è stato approvato e che pare possa coinvolgere tutti i Paesi UE.
Infatti, se tutte le infrastrutture progettassero nuovi imballaggi e nuovi componenti con cui commercializzare i loro prodotti, il risultato sarebbe rifiuti compostabili ed ecosostenibili che aiutano le coltivazioni o la facilità del loro smaltimento.
In questo modo tutte le risorse vengono riutilizzate cosicché si possa dar vita a nuove sostanze e nuovi prodotti senza crearne ulteriori.

Come mettere in atto un modello di economia sostenibile?

Chiaramente per i prodotti organici è più semplice, ma come fare per tutti gli elettrodomestici, apparecchi tecnologici o vari utensili? 
Semplice, riprogettando questi nuovi apparecchi affinché i loro materiali più preziosi possano mantenere la loro qualità e quindi continuare a essere utilizzati anche dopo la breve vita del singolo prodotto.In questo modo tutto ciò che usiamo oggi diventa la risorsa per domani. Cambiando dei processi industriali è possibile abbandonare definitivamente il modello di economia lineare per abbracciare la politica del riciclo e del riutilizzo.

L’insieme fa la forza

Il modello di economia circolare funziona e anche molto bene.
Nuove abitudini renderebbero possibile la revisione di molti concetti, per ottenere modelli perfettamente ecosostenibili.
Un’idea, ad esempio, è quella di far tornare, alla fine del loro ciclo di vita, tutti i prodotti che compriamo al produttore. In questo modo, se effettivamente il produttore adottasse una politica di economia circolare, egli potrebbe smaltirli in modo intelligente: riciclare le parti tecniche per dar vita a nuove produzioni e sfruttare le parti organiche per avvantaggiare l’agricoltura. Successivamente, le nuove produzioni ottenute potrebbero essere trasportate al nuovo consumatore attraverso mezzi di trasporto sostenibili e sfruttando l’energia rinnovabile: questo sarebbe un modello di economia circolare perfettamente ecosostenibile.
Per fortuna, già molte aziende adottano questo modello di produzione, tuttavia per limitare al massimo l’impatto ambientale, e alleggerire sempre più la nostra impronta ecologica, è fondamentale che tutte le aziende, tutti gli enti e gli individui si uniscano sinergicamente, per un pianeta più pulito e prospero.

Quali sono i vantaggi che ne derivano?

I vantaggi di un modello simile non sono nemmeno quantificabili; in termini di denaro probabilmente sì, ma non in termini di qualità della vita per i cittadini.
Vivere sfruttando l’economia circolare non è tornare indietro, è fare un passo in avanti.
Salvare il pianeta e lasciare alle generazioni future un mondo migliore, libero dall’inquinamento e dallo sfruttamento delle risorse, è una priorità.

Alcune misure sono già state messe in atto anche perchè il problema dei rifiuti è davvero un’urgenza incessante: troppa plastica e microplastiche stanno rovinando l’ecosistema.
Adottare un modello di economia circolare condiviso in tutto il mondo significherebbe:

  • Una riduzione della pressione ambientale;
  • Una notevole crescita economica per i Paesi;
  • Diminuire la percentuale di disoccupati;
  • Una maggior sicurezza circa le materie prime;
  • Meno rifiuti, con valorizzazione degli scarti;
  • Salvaguardare e proteggere tutte le specie animali;
  • Incentivare le aziende a una maggiore competitività circa la qualità dei prodotti;
  • Un’innovazione e crescita globale;
  • Ottimizzare il consumo di risorse;

e molto altro ancora….